domenica 1 febbraio 2015

Verso un muovo umanesimo


La qualità di una specie si misura sulla capacità di accudire e proteggere i suoi cuccioli; la qualità di un Popolo nella capacità di progettarsi attraverso la forza dei suoi giovani.

La specie umana si è dimostrata avida e improvvida nell’aver dilapidato buona parte del capitale naturalistico di cui ha saputo impadronirsi a scapito di tutte le altre specie. Si presenta agli occhi dei nostri figli lo sfacelo determinato dallo sfruttamento del pianeta perpetrato impunemente per secoli; ora tanta stoltezza fa paura, ma la miopia famelica dell’uomo è lontana dall’essere superata.

L’uomo non ama i suoi cuccioli, non sa proteggerli, perché non ha ancora superato la barbarie della guerra,
la crudeltà verso le altre specie animali, il depauperamento della Natura; perché non possiede il senso autentico della bellezza.

Il Popolo italiano, grande popolo d’Europa, ha bisogno di pro-gettarsi verso il domani; ha bisogno di riconquistare l’umiltà dell’agricoltore e la modestia dell’artigiano che, nei secoli, hanno saputo creare il bello, curando e coltivando la terra e hanno saputo realizzare strumenti magnifici lavorando il marmo, la pietra, il legno, il metallo; hanno saputo coltivare le idee, scrivere le leggi, vincere la malattia; hanno creato la bellezza.

La cura genera bellezza.

Lo smarrimento del senso della cura ha prodotto la perdita della pietà e lo sbeffeggiamento della cultura.

Non c’è cultura se le case e le strade lacerano le montagne; se le trivelle saccheggiano il ventre della Terra e le foreste si esauriscono; se le leggi non sono giuste; se le medicine sono un business. Non c’è cultura se l’arte è un lusso, se il lavoro non è per tutti.

Chi possiede il sentimento della pietà può creare senza distruggere; chi ha il senso del giusto non danneggia e non spreca.

Per imparare a pensare tutto ciò si va a scuola, perché questo è il senso etico, profondo e vero della Scuola che si nasconde nelle pieghe dei saperi e degli insegnamenti.

Il nostro compito, quello della scuola di Stato, è innalzare il capitale umano e formare cittadini – pugliesi, italiani, europei -in grado di  affrontare le sfide della complessità.

La scuola di Stato è l’espressione più autentica della Democrazia; è il semenzaio del Pensiero, della Scienza, dell’Arte. È il luogo dove si impara ad imparare.

Mi piace parafrasare Robert Fulghum e dire: La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l’ ho imparata a scuola.

A scuola si impara a conoscere e a coltivare la Parola che si fa racconto, poesia, pensiero, obiettivo. A scuola si impara a leggere e a comprendere; tutto: storie, racconti, articoli, saggi, fumetti, immagini, suoni, grafici, manuali scientifici, nella nostra lingua e nelle lingue degli altri. Per comprendere il senso del Mondo e dello stare al Mondo: per imparare a produrre la Democrazia e la Bellezza.

Proteggere, difendere, sostenere la suola pubblica è segno di civiltà. Per creare insieme un nuovo umanesimo.


                                                                                                                                                                  Ornella Castellano

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