giovedì 15 dicembre 2016

AMBIENTARTE. A piacer scuola

Muri che raccontano. Per trasformare una scuola tradizionale in ambiente di apprendimento emozionale di Ornella Castellano dirigente scolastico IC Falcone Copertino LecceCi troviamo nel cuore del Salento, in provincia di Lecce, fra gli ulivi e gli oleandri in una scuola di circa 1000 studenti del primo grado.

Una scuola normale, con strutture degli anni 80, alle quali è mancata la periodica e regolare manutenzione che il cemento richiede.


In particolare dieci anni fa, quando è iniziata la nostra esperienza, il parco della scuola era in condizioni di totale degrado e molti degli ambienti, compresa la palestra, erano interdetti alla fruizione per assenza dei parametri di sicurezza. Storia comune a migliaia di scuole. Che gradualmente perdono smalto e attrattività e si ingrigiscono trasmettendo lo stesso grigiore e la conseguente tristezza in chi a scuola ci viene tutte le mattine: studenti e docenti. Non potendo risolvere i problemi strutturali con una bacchettata –né magica, né figurata- non si poteva che costruire un programma a lungo termine, un piano di graduale miglioramento, costruito su un progetto pedagogico e didattico preciso che prevedeva di intercettare ogni tipo di risorse umane e finanziarie. Ci sosteneva la vision di una scuola nuova che, per mandato istituzionale, deve promuovere apprendimenti ma che questi devono essere realmente funzionali ai bisogni della società attuale; che in chi impara la conoscenza dei saperi è funzionale alla progressiva riorganizzazione degli schemi mentali attraverso i quali avviene l’interpretazione della realtà in forma via via più raffinata, all’interno di un processo originale per ciascun individuo che conduce alla conoscenza di sé e del mondo, quindi alla capacità di orientarsi. Tutto il processo di apprendimento personalizzato è scandito da tappe di esperienza in ambiente disciplinare che conduce alla maturazione globale della persona. Tale processo di apprendimento è determinato da alcune condizioni: la relazione affettiva (ogni alunno deve avvertire di essere importante per i docenti e per i compagni) e la qualità del contesto (l’ambiente deve essere pulito, piacevole, stimolante). In sintesi ci piace affermare che si impara nell’emozione del bello: la bellezza delle relazioni e la bellezza dell’ambiente. L’idea richiedeva un impianto di ricerca per la costruzione della progettualità ma soprattutto la costruzione dei canali di comunicazione che ne permettessero la condivisione da parte di tutti i docenti, il personale ATA e -man mano- tutti i genitori. Così sono nati i nostri tavoli di studio che hanno determinato la definizione di un modello didattico funzionale a quei processi di insegnamento-apprendimento attivo in cui gli studenti sono gli attori principali. Le riflessioni hanno determinato la definizione dell'impianto progettuale ed organizzativo -OLTRE LE DISCIPLINE. PROGRAMMA CURRICOLO- del nostro PTOF dell’istituto: Strade Maestre, che prevede –come il PdM- lo sviluppo continuo di due ambiti prioritari: le performance degli studenti e l'orientamento formativo. Il nostro progetto prevede la realizzazione in orario curricolare ed extra di setting didattici ad alta motivazione per la didattica tecnico-disciplinare e per la didattica per competenze. Tutta la scuola è un laboratorio e per questo è stato necessario modificarne la funzionalità. Per intercettare i bambini e gli adolescenti di oggi, la scuola deve ospitare forme articolate di mediazione e di comunicazione. Non è in gioco solo il recupero di una modernità multimediale, ma anche di un ambiente fisico, di un faccia a faccia, di un incontro di corpi che “pensano”. Il progetto SOGNO DI UN ALUNNO –così avevamo chiamato il nostro piano di sviluppo, concretizza tale modello di innovatività didattico-organizzativa, anche su base tecnologica, ponendosi come paradigma metodologico disseminabile e trasferibile in altri contesti. La realizzazione prevede solo il graduale ammodernamento degli spazi, in una logica di “miglioramento continuo” (teoria del kaizen). Itaca è la nostra biblioteca. L’ambiente che la ospita è lo stesso ma sono cambiati i colori, gli arredi ma soprattutto la funzione. Itaca ora è uno spazio per la comunicazione; dove si impara a narrare e a spiegarsi alimentandosi delle esperienze altrui, come ci ha insegnato il buon Bruner, fatte di libri, film, documenti, tracce di cultura. Da Itaca partono, grazie ai nostri Biblioprof (è un profilo professionale specifico di docente in aula e cultore della comunicazione) stimoli e messaggi a tutta la scuola e alle scuole del territorio che sono in rete con noi. Dalle parole dei saggi appese qua e là (di Zagrebelsky, Falcone, Rodari, Kovafis e molti altri), alle proposte di maratona di lettura, concorsi di poesia (Premio Calliope) e scrittura creativa, incontri con gli autori, cineforum, agli articoli del giornalino. Abbiamo voluto La casa sul gelso, il nostro giornalino scolastico, per creare un ponte tra la comunicazione di ieri – il giornale cartaceo - e la comunicazione di oggi, quella che si affaccia e si interfaccia sul web. Si tratta di uno dei tanti prodotti del Cives, il nostro macro progetto per l’educazione alla cittadinanza. La sfida, contro la cattiva comunicazione, quella che si fonda sulle notizie legate ad episodi di violenza e bruttura, è quella di costruire uno spazio per raccontare soprattutto il bello ed il bene. Arrampicati sul nostro albero virtuale ci divertiamo a leggere, ci incuriosiamo a vedere le stranezze, ci commoviamo. La casa sul gelso è un rifugio della mente, un angolo di riflessione contro la banalità del quotidiano. Sul gelso si incontrano gli amici, si scambiano saluti e si riflette sugli eventi. Tutti i docenti organizzano attività in biblioteca, da quelle per la ricerca storica a quelle di cronaca; la LIM permette attività didattiche interattive e dinamiche anche nell’ambito dei programmi PSND, come la collaborazione con Treccani per la fruizione sperimentale della piattaforma scuola; con le università del Salento, di Bari e di Foggia per i percorsi sperimentali sull’apprendimento motivazionale, la memoria, la didattica della storia, la funzione delle discipline performative nell’apprendimento disciplinare. Ad Itaca si accede da una piazza, che abbiamo chiamato Piazzetta Itaca, che è una vera e propria Agorà perché si incrociano gli itinerari progettuali di tutti i laboratori della scuola, dal teatro alla musica, dalle scienze alle arti figurative. Anche grazie a questo ambiente comune avviene la contaminazione delle idee e la gemmazione delle ipotesi laboratoriali specifiche per ogni settore. Tersicore, la musa della musica e della danza Nella nostra scuola è attivo un laboratorio di ricerca musicale intorno ai concetti di musica ed ecologia. Si tratta di una "Eco Band" nella quale i ragazzi suonano strumenti realizzati con materiali di risulta e comunque, senza strumenti convenzionali: tamburi realizzati con bidoni, secchi, scatole di vari materiali e diverse dimensioni. Il clima particolarmente coinvolgente del laboratorio favorisce l’affermazione dei ragazzi dotati di spiccata intelligenza musicale ma anche l'inclusione in particolare dei soggetti iperattivi e con difficoltà di attenzione, i quali dimostrano un immediato interesse nelle attività, con ottime performance nelle manifestazioni a cui partecipano. Le performance della FalconEcoBand –così ci presentiamo in pubblico- sono costruite, oltre che con i tamburi afro dell’eco band anche con le voci del coro d’istituto Note d’Oro che con i movimenti del gruppo della Body Percussion. I costumi sono scelti e realizzati nei laboratori di manipolazione e di arte (abbiamo accumulato un magazzino di tessuti di risulta) e i testi, gli arrangiamenti, le coreografie sono condivisi da tutti i docenti delle varie aree e i ragazzi. Abbiamo condiviso l’esperienza in rete; il laboratorio ha dato origine ad un apprezzatissimo Festival per band scolastiche dal titolo: COL REMO che è giunto alla quinta edizione: quest’anno si sono esibite 15 band provenienti da altrettante scuole del territorio per un totale di 658 studenti. www.velieroparlante/ecobandschoolfestival.it Grazie ad un Bando interno all’istituto: "DIAMO UN NOME AGLI SPAZI DELLA NOSTRA SCUOLA - Commissione Toponomastica" le classi stanno procedendo all' assegnazione del nome agli ambienti scolastici. Gli spazi individuati sono soprattutto gli spazi comuni: scale, atri, corridoi, cortili. Ogni spazio avrà un nome su una targa e sarà abbellito dagli studenti con opere come murales e arredi per rendere la scuola più accogliente e connotarne l'identità. Provvederanno all'inaugurazione degli spazi ristrutturati con spettacoli, locandine e inviti realizzati da loro. Gli spazi della scuola laboratorio diventano luoghi emozionali nei quali è facile incuriosirsi, formulare idee creative, imparare già solo inciampando nei prodotti delle esperienze didattiche degli altri. Il parco della scuola: il piano integrato e gli interventi contro la dispersione. I giovani dispersi sono giovani senza memoria, con identità fragili e senza progettualità, scriveva Mariolina Moioli, avvertono solo il presente e non hanno proiezioni nel futuro. La scuola può intervenire nel lavoro di ricostruzione delle aspettative, dei desideri, dei progetti orientando al futuro atteso, da costruire con impegno e fiducia. In linea con i principi pedagogici che ci siamo dati, dell’apprendimento emozionale, abbiamo immaginato gli interventi contro la dispersione progettando GEOMETRIE- LITTLE COPERTINO, un piano integrato costruito sul modello del work package: il macro progetto di lungo periodo –si sviluppa in sette anni, dal 2007 al 2014, prevedeva la realizzazione di un parco an plen air; la realizzazione è avvenuta attraverso una serie di progetti autonomi di respiro annuale come è descritto nella tavola seguente, con l’utilizzo privilegiato della metodologia del Cooperative Learning. (Foto del parco en plein air) Legenda: Scientificambiente: progetto per lo studio e la progettazione partecipata degli spazi del parco della scuola da riqualificare (Come ,li vorrei…) Focus on: progetto di fotografia per studiare i monumenti di Copertino Castello, bello mio: è il primo laboratorio collegato al progetto La scuola adotta un monumento: il castello angioino di Copertino Il sogno di Luca: laboratorio di cinematografia. Il cortometraggio racconta l’intreccio tra presente e passato: la costruzione del nostro castello in miniatura e la storia di Evangelista menga, architetto militare che realizzò il meraviglioso castello della città Laboratorio a fumetti: attività di ricerca storiografica per la scrittura dei pannelli esplicativi del parco e di tecnica fumettistica per la rappresentazione grafica degli stessi; al termine i pannelli sono stati realizzati in metallo (immagine successiva) Ogni bambino ha un nome: laboratorio di arte e storia per la realizzazione della scultura su pietra leccese su tecnica Gaudì dedicato ai bambini uccisi dai nazisti ad Amburgo nella scuola di Bullenhuser Damm. Il monumento rappresenta una strada ferrata nera che culmina in una stella di David da cui partono tre strade colorate. È stato anche realizzato un grande murales con 20 rose bianche e sono state piantate nell’aiuola che ospita il monumento un albero di ulivo e 20 piante di rose bianche. I Ciceroni: i ragazzi presentano ai visitatori i monumenti del nostro parco museale in italiano, in francese ed in inglese Meridiane: il laboratorio di astronomia e studio delle meridiane ha portato alla costruzione di una splendida analemmatica di marmo nella quale lo gnomone è rappresentato dallo stesso studente e una meridiana a parete. Ogni anno è stato realizzato un monumento o una parte di esso (per realizzare il castello ci sono voluti due anni scolastici). Abbiamo scelto labotarori manuali, di falegnameria, edilizia, giardinaggio, spray art e abbiamo individuato uno spazio del parco per realizzare un parco museale all’aperto, con i monumenti di Copertino in muratura in scala, con la decorazione con la tecnica della spary art dei muri perimetrali interni ed esterni del parco, la piantumazione di olivi e siepi e la realizzazione di un angolo dedicato all’astronomia con la realizzazione di due meridiane, una a parete e una analemmatica a pavimento. I laboratori sono stati realizzati con gruppi trasversali alle classi composti in particolare di ragazzi dotati di intelligenze tecnico-pratiche che sono tutti coloro che rispondono male alle sollecitazioni di esclusivo stampo gnoseologico. I laboratori incentrati su un compito di realtà di tipo artigianale o artistico permettono di avere interessanti contributi tecnico/professionali da parte dei genitori -muratori, pittori, decoratori, giardinieri ci hanno insegnato come fare – e permettono sempre di lavorare sulle positività, focalizzando i comportamenti disadattivi da controllare ed i comportamenti appropriati da sviluppare, ricercando le cause attraverso l’analisi dei bisogni con l’obiettivo dell’individuazione precoce del problema per favorire la messa in atto di interventi compensatori. Soprattutto sono altamente gratificanti per tanti studenti che non possono trovare senso e gratificazione nella didattica tradizionale; infatti il progetto ha permesso la trasformazione di ambienti neutri in aree didattiche utilizzate da tutte le classi della scuola per le attività all’aperto di grande efficacia motivazionale. Abbiamo inaugurato il nostro PARCO PLEIN AIR una domenica mattina, il 18 maggio 2014, con tutti gli alunni, i docenti e tanti tanti genitori. Per l’occasione abbiamo anche inciso (in una sala di incisione vera, perché il compito di realtà deve essere autentico) e presentato l’inno della scuola dal titolo: Sogno di un alunno di Castellano e Vico, cantato dal coro Note D’Oro del Comprensivo. Si trattava di un ulteriore innesto progettuale collegato al laboratorio Tersicore, dedicato alla arti espressivo-musicali. Momenti della costruzione dei monumenti e utilizzo della meridiana analemmatica. Il parco open air è ormai patrimonio non solo dell’Istituto Falcone ma di tutta la comunità copertinese. I ragazzi conoscono il patrimonio artistico e paesaggistico del territorio e hanno imparato a rispettarlo e a custodirlo. Questo aspetto, il senso dell’appartenenza e della cura è stato oggetto di grande impegno nell’ambito della costruzione delle azioni didattiche nel curricolo di cittadinanza che attraversa tutto il PTOF, CIVES. Ne abbiamo monitorato gli esiti che risultano molto positivi. Nel 2007, quando abbiamo avviato il primo laboratorio di spray art abbiamo creato un gruppo di elezione, cioè abbiamo favorito la partecipazione spontanea agli incontri in orario extracurricolare. Il primo atto è stato quello di chiedere formalmente l’autorizzazione al sindaco della città (proprietario della struttura scolastica) il permesso di decorare i muri della recinzione esterna del parco, che erano in reale condizione di bruttura, completamente ricoperti di segni equivoci e macchie. Ottenuta l’autorizzazione abbiamo invitato i writers del quartiere, gli ex alunni della nostra scuola e con loro abbiamo cominciato a dipingere: ora ci sono Falcone e Borsellino, la Costituzione, le parole del rispetto alternate ad immagini di piante tipiche: ulivi, fichi d’india, ecc. e man mano che la recinzione raggiunge il plesso di scuola primaria, troviamo immagini di Puffi blu che raccontano di raccolta differenziata. Ci piace poter raccontare che dal 2007 ad oggi i murales aumentano ogni anno fino al murales realizzato quest’anno che rappresenta I nostri 100 Passi verso la legalità, ma nessun muro è mai stato imbrattato o danneggiato. I ragazzi sentono la scuola uno spazio loro e non più un luogo di nessuno. In questo modo