martedì 25 giugno 2019

Veliero Parlante Anniversary. Storia della decima edizione


La decima edizione del Veliero Parlante ha registrato un bilancio di presenze molto positivo.  Tra le Manifatture Knos e il teatro Don Bosco si sono vissuti giorni intensi dall’11 al 18 maggio, di incontri fra le tante situazioni organizzate: tavole rotonde, maratone di lettura, incontri con gli scrittori, laboratori didattici, spettacoli musicali e premiazioni.
Ben 12.750 le presenze registrate di studenti, docenti e genitori. Poi ospiti e visitatori.
Eravamo tanti.
Sono state onde di incontri, tra sbuffi di curiosità e frangersi di meraviglia; onde di nuove idee condivise tra insegnanti, dirigenti, bambini e ragazzi delle tante scuole partecipanti.
E in questo viaggio ci ha guidato il pensiero lento e la riflessione.
Ci hanno accompagnato le canzoni di Fabrizio de André, marinaio di poesie della vera gente e il mito della luna e lo sguardo alla natura, all'arte, alla lettura, alla solidarietà.
Tanti e diversi i prodotti dei laboratori che raccontano il nostro viaggio didattico lungo un anno scolastico; incredibili opere uniche, artistici prodotti dell’ingegno didattico dei nostri alunni e dei nostri docenti, che ringrazio uno ad uno perché essi rappresentano la straordinaria importanza del nostro lavoro, la grande energia della scuola contro ogni stereotipo che la bersaglia.
La mostra di Veliero rende evidente la carica creativa del quotidiano lavorìo nelle scuole e la gioia degli sguardi dei bambini e dei ragazzi ci compensa di ogni dubbio.
Ci piace definire Veliero come luogo dell’incontro, della contaminazione, del confronto. Uno spazio della creatività dove la didattica si fa innovazione, manipolazione di saperi, ricerca.
La rete delle scuole che rappresentiamo è molto cresciuta in questi anni e siamo diventati marinai esperti nel mare della modernità. Ci caratterizza la dinamicità e lo sguardo al futuro dei nostri ragazzi, quello che è necessario fornire loro per attrezzarli ad affrontare le sfide delle nuove e ancora inimmaginabili professioni che incontreranno e creeranno. Per questo lavoriamo sui temi dell’attualità e per questo, ogni anno, intercettiamo le sollecitazioni che ci vengono dal sociale. Ci diamo il compito di leggere la modernità alla luce delle tracce della storia per comprenderne il senso e far germogliare pensieri critici, riflessivi che generino idee e sogni. Questi temi diventano itinerari di ricerca-azione che si trasformano in laboratori diversi in ogni scuola della rete e in ogni classe delle nostre scuole perché ogni situazione didattica è originale fino ad essere unica poiché non esistono due realtà identiche per caratteristiche degli studenti, peculiarità dei docenti, vocazione della scuola.   
Il metodo di lavoro della Rete
Veliero Parlante è una rete territoriale composta da 52 scuole di ogni ordine e grado. Ha come obiettivo la ricerca azione per la realizzazione di attività didattiche innovative di matrice laboratoriale. Ogni anno, dal gruppo dei Dirigenti Scolastici, vengono individuate le tematiche da sviluppare attraversano tutte le aree disciplinari, come visualizzato nella mappa delle competenze. Questi percorsi vengono presentati ai Collegi dei docenti di giugno e vengono integrati nei POF nella successiva fase di avvio dell'anno scolastico. Il gruppo dei dirigenti elabora il Bando di Veliero che viene diffuso dall'USR e che determina la costruzione di un percorso di formazione -A vele spiegate- con formatori specializzati nelle tematiche proposte afferenti ai Partner culturali della rete. A questo corso di formazione partecipano i Referenti di Veliero di tutte le scuole in rete.
Tutte le sollecitazioni e gli approfondimenti ricevuti durante la formazione si trasformano in programmazioni didattiche specifiche in ciascuna scuola. Si tratta di progetti di laboratorio tessuti intorno a compiti di realtà che per il grado di innovatività risultano particolarmente motivanti per i docenti e gli alunni.
In alcuni casi questi percorsi laboratoriali determinato la realizzazione di singole opere ed in altri concorrono alla costruzione di collettanee di particolare efficacia comunicativa e formativa.
Per realizzare in maniera efficace lo scambio di informazioni e di esperienze si è ricorso alla metodica del cooperative learning nella variante del jigsaw classroom. I docenti, infatti, sono organizzati per Community che raccolgono le professionalità delle diverse scuole. Abbiamo creato sette community: scenografi, animatori digitali, STEM, Lettura, Coro, EcoBand e Teatro.
Per il prossimo anno prevediamo di ampliare con la costituzione del gruppo degli Addetti stampa e Sport.
Ogni community è coordinata da due dirigenti della Rete, si incontra periodicamente in forma autonoma e in parallelo agli altri gruppi ed ha attivato una rete di comunicazione veloce attraverso WhatsApp, Telegram e Google Classroom.
Il risultato è stato un proficuo intreccio di idee, un meraviglioso dibattito didattico ed un modo nuovo di intendere il "fare scuola".
La tematica generale di quest’anno è stata il Mare Mediterraneo, con tutte le sue meraviglie, con le storie degli intrecci di uomini che lo hanno navigato e che hanno reso le nostre genti legate da fili lunghi come il tempo e forti come la vita.
Come Ulisse lo abbiamo navigato e abbiamo cercato le sponde, le città, il cibo, i costumi, i fari e le genti di ieri e di oggi che ancora lo attraversano con una divisa addosso o con stracci di dolore.
Al Mar Mediterraneo abbiamo dedicato due straordinarie collettanee: Terradimezzo e Mediterranea.
Artisti a Bordo
Terradimezzo, che potremmo definire una vera e propria opera ambientale, è stata progettata e realizzata da quattro artisti/docenti: Andrea Buttazzo, Placido Calì, Marco Mariano e Andrea Maroccia, con 21 studenti del Liceo Artistico di Nardò.
Composta da 150 mattoni di pietra leccese, e altri materiali eterocliti (cemento, ottone), la scultura riproduce il bacino del mar Mediterraneo e, in negativo, come emerge soprattutto da una visione aerea di essa, il profilo delle nazioni che sul mare si affacciano. In corrispondenza dei quattro punti cardinali sono collocati i sedili realizzati dagli artisti, rispettivamente: Nord (Calì), Sud (Buttazzo), Est (Maroccia), Ovest (Mariano). Elementi, questi ultimi, che allargano i confini dell’opera, espandendola, con l’obiettivo di offrire al fruitore una visione differente, più stabile, quasi un approdo, rispetto a quella deambulante e aleatoria del mare.  Proprio in queste sculture emerge la poetica figurativa dei singoli artisti, che affrontano l’oggetto secondo la personale cifra stilistica. L’opera, concepita per dialogare con l’ambiente circostante e con il pubblico, entra nel vivo delle attuali problematiche legate al tema dell’immigrazione e dell’accoglienza dell’altro.
Come accade solitamente con l’arte contemporanea dal significato particolare si passa a quello universale, comprendendo in questo sviluppo problematiche globali. In tal senso, l’intervento ricostruisce un’idea di Mediterraneo, da sempre crocevia di culture e scambi, nella sua dimensione più inclusiva, descrivendo un luogo in cui tutto è in rete e connesso, persino il dolore e il lutto. In quest’ottica l’installazione dà vita ad un Mediterraneo, per dirla con Predrag Matvejević, che non è “solo geografia. I suoi confini non sono definiti né nello spazio né nel tempo”.
Terradimezzo ha come finalità proprio questo: riportare, attraverso i mezzi espressivi propri della scultura, alla concretezza dell’oggetto e delle necessità dell’Uomo, all’interno di un sistema di relazioni che ha come fulcro i principi universali dell’uguaglianza, della solidarietà e della bellezza, che poi sono gli stessi del fare artistico.
È possibile seguire la narrazione della grande opera con questo docufilm: https://vimeo.com/337486407.

Mediterranea ovvero, mare in mezzo alla terra. È la rappresentazione delle mostre scuole.
Parliamo di una porzione della nostra Terra, nello specifico di un’immensità relativa di acqua abbracciata da tre continenti, 22 paesi variabili come varia il vento, vita umana, flora, fauna ed incroci di culture, colture, razze, scambi, cambi, religioni.
Una culla.
Rappresentare tutto questo e molto altro è stata una sfida, direi epica, riuscita attraverso una moltitudine di linguaggi, grazie a contributi di più persone che hanno lavorato in sinergia, e con oltre 25 scuole che, con la loro moltitudine di studenti, insegnanti, esperienze, didattiche e funzioni hanno scritto un racconto.
Oltre 25 le scuole che hanno preso parte all’idea, altrettanti fari prodotti in legno, gesso, polistirolo, carta pesta, cartone, fogli di giornale; animati da strutture in listelli di legno o in tondini di ferro, rete metallica, stucco e poi colore, decori, disegni e appunti di viaggio, ricerche fotografiche, documentazione, narrazione di storie, tecnologia e interattività, luci bianche, azzurre, rosse, fisse o a intermittenza. Monitor e tablet integrati a scomparsa. 25 strutture autoportanti, leggere ma resistenti, sicure e autoprodotte con altezze che partivano da un minimo di 200 cm. per superarne i 350 realizzate parallelamente da più gruppi di lavoro.
Tutto questo sviluppato in circa sei mesi di incontri, progettazione partecipata e condivisa, scambi formativi e dialogo tra scuole e risorse umane.
Il racconto scenografico parte dal mare, ovviamente.
Oltre 50 mq di cellophan decorato con colori a tempera a simulare la tempra e lo spessore storico di quelle acque, colori pastello bagnati nel bianco, tinte fredde mescolate con rulli di varie dimensioni ed incastri tra lucido ed opaco, sovrapposizioni di ombre e di luci. Onde e stratificazioni che si avviluppano attorno ad un lèudo, al centro, che sembra vero, per evocare le disgraziate vicende che attraversano il nostro mare.
Tutt’attorno una costa frastagliata ed orientata così come sarebbe nel mondo reale, una sorta di simulazione della realtà in scala ridotta ma sufficientemente grande da entrarci dentro, la riproduzione dei confini che circondano quel mare così importante e prezioso.
Lo specchio d’acqua appare fragile, quasi in timido movimento.
Il suo contorno è costellato da una serie di fari realizzati in molteplici materiali ad ovest Gibilterra, ad est Siria, Israele, Libano in alto, o in fondo, Montecarlo, Francia, Slovenia, più a nord-ovest la Spagna e giù, a sud, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco e il cerchio si chiude.
Tra le iper reali onde che ora diremmo quasi bagnate, i fari di Cipro, Creta, Malta che galleggiano, spinti a confondersi con Grecia, con i paesi balcanici, Turchia, Italia rappresentata con due fari vicini al nostro territorio Palacìa (Otranto) e S. M. di Leuca.
Lungo la costa, (sormontata da una grande vela bianca, blu mare e azzurro cielo, che “si appoggia” ricordando una tenda beduina) tra un faro e l’altro un insieme di colori, profumi, ritmi di richiamo a culture spesso vicine e a volte lontane, in un mantice di sensazioni dove è facile confondersi, dove accarezzando il monitor di un tablet appaiono immagini, suoni, elaborati che illustrano la visione di una scuola in relazione al paese assegnato o scelto.
Un dedalo di racconti, prodotti, disegni, piccoli e grandi elaborati in stoffa, carta, plastica riciclata, fogli di giornale, cartapesta, terracotta, fotografie antiche e digitali, testi multimediali e filastrocche delle nonne.
L’allestimento di Mediterranea è stato curato da Andrea Buttazzo, il direttore artistico di Veliero Parlante, che ha coordinato il lavoro creativo di tanti docenti.
I fari ci hanno guidato al rispetto e alla solidarietà.
Il lèudo in mezzo al nostro Mediterraneo, è uno splendido modellino di realizzato dal prof. PICCIOLI RESTA, geografo dell’Università del Salento. Il lèudo è un antico barcone a vela latina adibito al trasporto di merci varie, impiegato in area ligure fino agli anni Sessanta-Settanta dello scorso secolo. Dalle forme inconfondibili, con un albero molto inclinato in avanti e un’asta, detta polaccone, che fuoriusciva dalla murata di prua fino a 8 metri, montava due grandi vele triangolari che ne garantivano il movimento. Il lèudo, che raggiungeva anche 18 metri di lunghezza, corrispose a una specie di autotreno del mare, permettendo di caricare 30 e più tonnellate di merci, acquistate e rivendute lungo ampia parte delle coste del Mediterraneo. Assieme a vino, formaggio, manufatti, sabbia, carbone, ferro, derrate, indumenti e tanto altro, però, il lèudo permise lo scambio di preziose conoscenze, e non solo, fungendo da insostituibile mezzo di arricchimento socioculturale.
Esso lasciò importanti tracce nelle memorie collettive dei luoghi toccati: ad esempio in Sicilia, a Marsala, è molto famoso nelle memorie storiche locali, il mercante-proprietario di un leudo, il Felice Manin. Giacomo Ghio, detto “Cumbinemu”, raggiunse infatti molte volte il porto siciliano fino al 1926 e segnò gli scambi fra Liguria, Francia, Sardegna, Spagna, Italia e pare anche Grecia e Turchia. Recentemente il Laboratorio di Monitoraggio dei Sistemi Costieri dell’Università del Salento ha scoperto tracce della presenza del Felice Manin anche nelle acque di Gallipoli-Nardò, località raggiunte per acquistare vino da rivendere tra Genova e Sestri Levante. Il leudo portò con sé anche molte nozioni di navigazione a vela latina, subito adottate e impiegate da alcuni pescatori locali al fine di migliorare la loro capacità di navigazione. Dalle testimonianze dirette, raccolte presso gli ultimi uomini di mare di Santa Maria al Bagno, infatti, è ancora vivissimo il ricordo di “Cumbinemu” e del suo TIR navigante, la cui gloriosa storia, arricchita anche da un incredibile viaggio transoceanico fino agli Stati Uniti, non è bastata a garantirne la valorizzazione, poiché oggi versa in un tale stato di degrado da cui molto difficilmente potrà salvarsi.
Non è facile descrivere Mediterranea; può aiutare la visione di questo breve video: https://vimeo.com/341306173 sulla mostra.

La piazza della lettura
Uno scrigno prezioso in fondo al mediterraneo celava gioielli inestimabili e di rara bellezza...libri, scrittori, doni a profusione realizzati da bimbi e ragazzi.
Le maratone di lettura e gli incontri con gli autori hanno rappresentato un momento molto apprezzato della bellissima settimana a bordo di Veliero durante i quali, alunni di scuole ed età differenti hanno vissuto insieme bellissime esperienze ed emozioni.
 Durante la settimana di Veliero si sono tenuti gli incontri, le conferenze ludiche e i work shop con Isabelle Christine Felline, Carlo Marconi, Kossi Komla-Ebri, Gianluca Caporaso, Chiara Lorenzoni, Francesco Costa, Mauro Geraci con un numero complessivo di 1058 presenze.
Gentilezza, Passione, creatività, inclusione e rispetto sono state le parole chiave che hanno caratterizzato gli eventi con gli scrittori, scelti con sapiente accuratezza per garantire istanti di vera felicità a tutti gli studenti che vi hanno partecipato.
Sullo start delle maratone free dedicate alla Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado oltre che delle maratone Europa hanno testimoniato la passione alla lettura 1238 studenti delle 52 scuole della rete con delle formule dalle più tradizionali alle più aggiornate e creative.
I personaggi dei libri selezionati hanno preso vita attraverso la lettura, la drammatizzazione, i disegni, le poesie, i doni, i nuovi finali che i piccoli lettori hanno condiviso nei loro incontri.
Con la semplicità, l'assenza di pregiudizi e filtri come solo i bimbi sono in grado di fare, i più grandi si sono presi cura dei più piccoli aiutandoli a leggere, magari "portando loro il segno con il dito" e suggerendo senza malizia o saccenza le parole più complesse, quelle "difficili da pronunciare".
Applausi e scambio di semplici doni rigorosamente preparati dagli studenti, hanno impreziosito quei momenti magici.
Le maratone si sono dipanate tra le rotte del Veliero, riversandosi nelle isole più impensate: nei giardini delle officine, in teatro, nelle palestre, nelle strutture del Campo Coni, nell'aula magna gentilmente messa a disposizione dal Liceo Virgilio. Il fil rouge che ha caratterizzato gli incontri è stato che ovunque si fosse, il
desiderio di condividere la lettura del libro prescelto era più forte di tutto anche delle numerose possibili distrazioni

Veliero Canta FABER
Dopo l’edizione 2018 dedicata all’Europa, la rassegna di quest’anno ha portato nelle scuole, a vent’anni dalla morte, la canzone impegnata di Fabrizio De André. In tutte le scuole di Veliero si è studiata la sua figura di poeta e di autore che ha attraversato gli anni più difficili della nostra Repubblica, che ha cantato “gli ultimi”, narrando storie di emarginati, ribelli e prostitute.
I cori scolastici, provenienti da dodici scuole della rete, hanno proposto in maniera semplice ma efficace il repertorio di Faber, spaziando dai testi più conosciuti a brani meno noti, proposte dai ragazzi con freschezza canora tanto da renderli ancora più vicini al pubblico che ha accompagnato le esecuzioni con grande trasporto e partecipazione. Sono saliti sul palco del teatro Don Bosco ben 385 ragazzi!
Scopo della rassegna -dedicata ai cori di istituto- non è solo quello di esibirsi nel canto dimostrando di possedere tecnica e impostazione corale, quanto piuttosto, una volta scelto il brano da eseguire, entrare nel testo, analizzarlo, contestualizzarlo per far sì che l’interpretazione sia frutto di una adeguata analisi dei contenuti, passaggio necessario per una esecuzione che sia anche interpretazione del brano.
Così in un bel pomeriggio di maggio, in un teatro gremito di ragazzi, docenti e genitori -eravamo oltre 800 persone- Veliero ha omaggiato Fabrizio De André regalando emozioni che solo testi generati dalla poesia riescono a regalare. E la musica, filo conduttore dei sentimenti più profondi, è riuscita ancora una volta ad unire mondi così diversi e lontani nel tempo. Ascoltare testi di straordinaria bellezza scritti da De André in tempi lontanissimi proposti da cori di ragazzi del primo ciclo, oltre che emozionare conferma che la musica, quella vera, quella che canta l’uomo, supera ogni confine temporale e fa breccia nell’intimo di ciascuno a prescindere dall’età.
Aver portato nelle aule scolastiche la figura di un cantautore di spessore come Fabrizio De André ed essere riusciti nella nostra scommessa, quella di cantarne i suoi testi, apre alla speranza che il lavoro con i ragazzi, quando tocca le corde giuste, trae da ciascuno pennellate di bellezza, scie di emozioni che aiutano a credere nella bontà e nella educabilità di ciascuno di essi.
Continuiamo allora con il nostro percorso di Veliero canta-autori dandoci appuntamento all’edizione 2020 con il grande Lucio DALLA.

COL REMO  ECOBAND SCHOOL FESTIVAL
Il primo e unico festival scolastico a respiro ecologico
Riservato a tutte le scuole del territorio nazionale, ogni anno all’interno dell’evento Veliero Parlante si svolge il Festival delle Eco Band scolastiche, l’unico festival a respiro ecologico ormai giunto alla settima edizione. Il 16 maggio 2019 alunni e docenti si sono cimentati in inconsuete e sorprendenti performance dando voce a oggetti e materiali impensabili da un punto di vista musicale.
La musica è sicuramente la protagonista del festival ma non quella tradizionale, bensì quella generata da strumenti inconsueti e conosciuti. All’Eco Band School festival tutto suona: suona la caffettiera, suona il cucchiaio, suona un tubo da cucina, suona una mattonella, suona anche un semplice filo teso su un legno abbandonato.
Caratteristica dell’evento è la creatività dei ragazzi che insieme ai professori si cimentano nella creazione degli strumenti tutti rigorosamente ricavati da materiali naturali e riciclati dai quali, quasi per magia, si generano melodie ricche e stupefacenti.  Il Festival permette ai giovani nuovi musicisti di mettersi alla prova, acquisire un’esperienza significativa, incontrare coetanei, creare nuove amicizie e, non da ultimo, divertirsi!
Due le sezioni in gara: sezione junior con band di scuola dell’infanzia e primaria e sezione senior con band di scuole secondarie di primo e secondo grado che gareggiano per aggiudicarsi il podio. Nelle ultime edizioni è stato istituito un altro premio, quello per lo strumento musicale più originale.
Un po’ di numeri: ogni edizione coinvolge circa settecento alunni di ogni ordine di scuola; decine le scuole partecipanti: n. 9 band per la sezione junior per un tot di 430 ragazzi (sc infanzia e primaria) e n.7 band per la sezione senior, 250 ragazzi (scuole secondarie I e II grado)
Numerosi oramai i docenti che si cimentano in ogni sperimentazione per portare sul palcoscenico performance che lasciano stupefatto un pubblico sempre più attento e partecipativo; numerosi gli ospiti che portano la personale esperienza nel campo della sperimentazione musicale; centinaia gli strumenti realizzati con …di tutto e di più!
Amore per musica, creatività, innovazione, legalità sono le tematiche ispiratrici del Festival che incoraggia i ragazzi a credere nelle proprie potenzialità e a creare situazioni positive di aggregazione perché la musica unisce, la musica crea e veicola alti valori, la musica aiuta l’espressione personale, anche senza uno strumento tradizionale fra le mani.
Ma perché si cerca di promuovere questo nuovo aspetto della musica d'insieme?  Perché dedicare tante energie per questo “genere” di musica?
Le risposte a queste domande costituiscono il fondamento dell'azione educativa e formativa della Scuola: lo sviluppo del senso di gruppo, della collaborazione e del rispetto dell'altro e dell’ambiente, con un grande recupero dell’aspetto ecologico nella formazione delle giovani generazioni.
La gratificazione e il piacere di suonare insieme con strumenti nati “dal nulla” occupano sicuramente un ruolo importante motivando i ragazzi a sperimentare nuove realtà, accrescendo il concetto del “ben-essere” scolastico, perché attraverso il Festival si palesa anche l’idea di una scuola costruita sempre più a dimensione dell’alunno, di una scuola attenta alle “intelligenze” di tutti, in sostanza di una scuola del “ I like” delle nuove generazioni.

Il Giardino dei melograni dedicato ad Aldo Moro
Il percorso di Cittadinanza attiva “Il giardino dei melograni”, quest’anno dedicato al Gigante Aldo Moro, ha visto le scuole della Rete impegnate a conoscere questa personalità di spicco e, in particolare, il suo importante contributo per la costruzione della pace nel Mediterraneo, negli anni in cui ricoprì il ruolo di ministro degli Esteri.
È stata un’ulteriore occasione per riflettere, conoscere, interrogarsi e accendere fari sulle molteplici problematiche di un’area, quella mediterranea, oggi, come allora, al centro dell’attenzione internazionale; attingendo ai contributi poco noti di questo grande statista nelle relazioni diplomatiche tra l’Europa e i Paesi del Medio Oriente.
Maglie –città natale di Aldo Moro-  è stata, pertanto, in quest’anno scolastico protagonista di importanti iniziative che hanno coinvolto le scolaresche sin dalla scuola primaria, messesi in gioco per affrontare, con gli occhi dei piccoli, le questioni dei grandi.
E così questo gigante, con l’appassionata ed entusiastica guida del senatore Giorgio De Giuseppe, è diventato pontiere di pace e i bambini si sono lasciati trasportare verso la scoperta del Moro giurista, costituente, insegnante, uomo di straordinaria e luminosa bontà, mite, statista, politico, padre, nonno e marito affettuoso.
Con la visita alla sua Casa natale al centro di Maglie, dove egli ha vissuto i suoi primi anni di vita e dove, anche da adulto, è sempre tornato volentieri, è stato possibile entrare nell’intimo degli affetti della sua vita e lasciarsi incuriosire dai racconti sul piccolo Aldo che già  all’età di quattro anni s’incantava a guardare le volte di quella abitazione e si chiedeva come facessero le pietre a non cadere e quale sistema le tenesse unite; pensiero che lo ha accompagnato per tutto il suo impegno politico, continuando a interrogarsi su come fare a tenere saldamente unito un popolo nel rispetto delle idee di tutti e delle diversità di ciascuno.
Impegno questo perseguito non solo in politica interna, ma anche in politica estera, come evidenziato nell’interessante incontro, rientrante nelle iniziative formative della Rete, organizzato dalla Direzione didattica “Principe di Piemonte” di Maglie il 6 maggio scorso, nel quale il professore Gennaro Salzano, fine studioso della politica estera morotea, e il senatore Giorgio De Giuseppe hanno approfondito il tema “Aldo Moro, un costruttore di pace. Il Mediterraneo nella politica estera di Aldo Moro”.
Culmine del percorso è stata la partecipazione delle delegazioni delle scuole della Rete alla Cerimonia, organizzata dalla Città di Maglie per il 41° anniversario dell’assassinio della statista, il 10 maggio 2019, nella quale le classi quinte della scuola Direzione didattica “Principe di Piemonte” hanno presentato gli esiti degli approfondimenti del percorso del “Giardino dei melograni”.
L’impegno delle scuole, testimoniato con la realizzazione di targhe per esterno proseguirà con la piantumazione di un albero di melograno in ogni scuola della rete che avverrà l’11 ottobre prossimo.

Il forziere dei talenti
Alla seconda edizione il talent show del Veliero Parlante. 13 studenti si sono esibiti con canti, danze, giochi matematici… I docenti hanno presentato i loro ragazzi talentuosi alle selezioni del Forziere, inviando una clip di due minuti; si sono comportati da teacher scout, dimostrando di ascoltare i propri alunni, di conoscerli e di apprezzarli per le personali peculiarità. Un sentito ringraziamento va ad Antonio Stornaiolo, che ha presentato l’evento e così ha salutato i ragazzi: Il talento deve andare a braccetto con la competenza e viceversa. Senza si rischia di fare solo i selfie; senza si rischia di essere solo degli youtuber che dopo sei mesi non sanno che fine devono fare, senza si rischia poi, nella vita di non raggiungere, per davvero, la meta che ognuno di noi ha deciso di raggiungere.

TeatroScuola
Attraverso il gioco del teatro, ciascuno si è avvicendato nel ruolo di attore e spettatore, e tutti hanno conosciuto il Mediterraneo, scoprendo il “mare che unisce le terre che divide”.
Con il coinvolgimento di 515 alunni e 48 docenti, le quindici scuole di ogni ordine e grado si sono alternate sul palco nei due matinée della Rassegna teatrale “Mare Nostrum”, ciascuna portando l’emozione di antichi canti, le sonorità di Paesi lontani, le storie del mito e dell’attualità, la biodiversità ambientale e antropologica, restituendo gli archetipi che superano le barriere dello spazio e del tempo, per rintracciare i segni dell’identità umana e planetaria.
Ogni scuola ha interpretato un atto di questa lunga narrazione scenica, ciascuna portando il frutto di uno studio, di un’elaborazione artistica e culturale, in cui i docenti hanno svolto un ruolo fondamentale: hanno saputo essere ricercatori, autori, registi, coreografi e scenografi, accompagnando con l’intenzionalità didattica percorsi ed esperienze di apprendimento che nessun ricercatore, autore, regista, coreografo e scenografo saprebbe realizzare.
La scuola, ancora una volta, ha offerto ai propri studenti un’opportunità formativa che approfondisce le tematiche della geostoria, attraverso uno dei mediatori didattico-culturali più potenti: il teatro.
In un tempo in cui i contenuti della conoscenza sono banalmente “a portata di mouse”, le ragazze ed i ragazzi hanno potuto costruire, con la grammatica dei gesti e della parola interpretata, i propri strumenti di analisi della realtà, una propria libera consapevolezza sui legami di senso tra la storia, la fiaba, il mito ed il presente.
Anche in questo decimo anno, il Veliero Parlante è stato crocevia di rotte verso l’educazione di qualità, itinerari che non possono prescindere dalla formazione dei docenti.

S.T.E.M.
Insegnare l'amore per le STEM -Sciences, Technology, Engineering, Mathematics- è un nostro impegno prioritario, in linea con il programma nazionale di investimenti nella formazione delle risorse umane nei settori della tecnologia e della ricerca scientifica.  Da questa consapevolezza si è partiti per implementare i percorsi di ricerca azione all'interno dei laboratori STEM della rete Veliero e lo si sta realizzando ormai da tanti anni con il supporto di docenti illuminati che si prefiggono lo scopo di avvicinare e appassionare gli studenti alle discipline scientifiche, mediante un approccio ludico-laboratoriale. 
La Stanza di Archimede è la rubrica scientifica a bordo del Veliero Parlante, curata dai docenti afferenti la community STEM. Vari i temi trattati quest’anno; in particolare la decima edizione è stata dedicata alla storia dello sbarco dell’uomo sulla luna, con un progetto dal titolo affascinante: CHE FAI TU LUNA IN CIEL…… A 50 ANNI DALLO SBARCO SULLA LUNA e al progetto PERIODI E PERIODI, pensato per celebrare il cinquecentenario all’anniversario della Tavola Periodica degli elementi di Dmitrij Ivanovič Mendeleev. In tutte le scuole della rete si sono attivati laboratori e, in mostra, nell’area comune dedicata ai prodotti dei laboratori STEM, hanno fatto bella mostra molte riproduzioni della tavola periodica e vari giochi ideati sull’uso della tavola stessa e glossari lunari, apparecchi e strumenti inerenti l’allunaggio.
Ma si sono studiati anche aerei, navi e tanto ancora.
IL RICICLO CHE NAVIGA. I ragazzi, guidati dai docenti, hanno prodotto un modellino di imbarcazione interamente realizzata con materiale di riciclo recuperato lungo le nostre coste, perfettamente galleggiante. L’iniziativa mirava alla sensibilizzazione degli studenti nei confronti delle problematiche ambientali e allo studio dei principi del galleggiamento e delle leggi fisiche che ne sono alla base. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Lega Navale.
Altra interessante iniziativa è stata LA GARA DEGLI AEROPLANINI DI CARTA prodotti dai ragazzi. La sfida si è svolta nella sala delle Manifatture Knos il 12 maggio; il vincitore è stato Pilota per un giorno con un volo in aereo presso l’Aviosuperficie di Fondone, partner dell'iniziativa.
E chi non ha vinto, ha potuto far finta di volare. Infatti, per l’intera settimana del Veliero, i visitatori hanno avuto a disposizione un simulatore di volo per delle piccole esperienze di conduzione del mezzo aereo che sono state molto partecipate non solo da parte dei ragazzi, ma anche de numerosi visitatori adulti.
Complessivamente, nella settimana, ha registrato 12.750 presenze anche l’esposizione statica di un esemplare delle Frecce tricolore fornito dall’Aeronautica Militare ottenuto grazie alla collaborazione del X° RMV di Galatina a cui si è aggiunta l’esposizione di un biposto ultraleggero PEGASO, tra gli ultimi prodotti tecnologicamente più avanzati dell’azienda Pro.mecc, vero orgoglio dell’imprenditorialità leccese. 
Le STEM e l’orientamento sono stati i protagonisti della Tavola Rotonda del 17 maggio, il cui programma ha visto il susseguirsi di diversi interventi sul tema dell’incontro e del dialogo interculturale per terra e per mare. L’apertura dei lavori ha visto la realizzazione di un webinar in collegamento Skype con alcuni Paesi del Mediterraneo, tra cui Marocco, Egitto, Tunisia, Israele, Algeria, in collaborazione con CIHEAM di Bari e con Porto Museo di Tricase. Dalla discussione tra i partecipanti è emersa la necessità di una maggiore collaborazione fra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum per scambi di esperienze che scaturiscono da culture eterogenee; nel prossimo anno scolastico realizzeremo un network specifico ed è già stato individuato un obiettivo comune, la tutela dell’Ambiente, collegato ai Goals di Agenda 2030.
Successivamente, il Prof. Antonio Ficarella, docente dell’UNISALENTO e presidente di ITS Aerospazio Puglia, ha presentato la nuova realtà dell’ITS e i bisogni professionali da cui è scaturita l’esigenza di una tale istituzione. Sono intervenuti, altresì, il Colonnello Alessandro Pellegrini, direttore del 10° RMV dell’Aeronautica Militare di Galatina, il comandante Luigi Fracasso presidente di AeroClub di Lecce-Aviosuperficie Fondone ed il Dott. Mauro Donno per la Promecc Aerospazio di Corigliano d’Otranto.
Emozionante è stato l’incontro con i “Baroni Rotti”, con una testimonianza sulla possibilità di superare le barriere imposte dall’handicap, quando la volontà ed il coraggio si intrecciano con la passione per il volo.
Ha chiuso la prima parte degli interventi la testimonianza del Comandante Stefano Bernardini, istruttore di volo, già pilota della Marina Militare e Medaglia d’oro per il salvamento del Norman Atlantic si è dialogato con lui sul senso della Patria per un Pilota militare e la responsabilità che si avverte in quei momenti verso le vite umane in pericolo. 
Nella seconda parte della serata sono intervenuti rappresentanti della Lega Navale Italiana Puglia nelle persone di Andrea Ritucci, delegato regionale, Massimo Congedo, presidente Santa Caterina, Adelina Coluccello, presidente Torre Vado che hanno presentato il già menzionato progetto “Riciclo che naviga”.
A conclusione della serata dedicata alle STEM abbiamo vissuto un altro intenso momento con la commemorazione del prof. Sergio Fonti, astrofisico dell’Unisalento, che “amò bici, stelle e studenti” da parte dei suoi colleghi, Proff. Vincenzo Orofino e Armando Blanco.
La serata si è conclusa con un brindisi collegato al progetto VITE e VITI, successivo al dialogo con Giuseppe Castelluzzo, autore di “In maglia rosa”, una guida romanzata per una riscoperta dei vini rosati.
Un ringraziamento particolare a tutti i docenti della comunity STEM che hanno lavorato, anche in questa edizione di Veliero, per far emergere la bellezza della scienza e farne catalizzatore dello stupore negli occhi dei piccoli... ma anche degli adulti. Per far generare pensieri e idee in linea con quanto diceva A. Einstein: L’immaginazione è più importante della conoscenza.

"ABBRACCI" è il titolo della mostra fotografica che Vivina Matrangola ha dedicato alla madre, Renata Fonte
Così li racconta l’artista: Sono Abbracci che attendono, Abbracci che accolgono la vita, Abbracci che nutrono, che amano, che sperano, Abbracci che proteggono ed Abbracci in fuga...a volte, troppo spesso sono Abbracci in fondo al mare. Molte infatti sono le donne ritrovate in fondo al Mediterraneo strette in un ultimo Abbraccio ai loro figli, non li hanno abbandonati mai neanche nel momento più estremo, l'istinto materno è stato più forte dell'istinto di sopravvivenza!
In un mondo che brucia fra difficoltà e guerre donne e bambini sono l’emblema di un’emergenza grave che si sta vivendo in un angolo di mondo il Mediterraneo, segnato da sempre da grandi tensioni internazionali.
Circa il 50% della popolazione mondiale di rifugiati è costituita da donne e bambini. Private della protezione della loro casa, del governo del proprio paese e spesso della loro stessa famiglia, le donne rifugiate devono affrontare lunghi viaggi per cercare rifugio fuori dal proprio paese e, anche quando sembrano aver trovato un luogo apparentemente sicuro, devono sopportare indifferenza, molestie e abusi sessuali.
La salvezza della Sud del mondo è nelle mani di queste Donne, nella loro tenacia, nella volontà di resistere, nella capacità e nella caparbietà di continuare a progettare un futuro che le riveda un giorno di nuovo a casa, nel loro Paese.
Ma stanno lottando da sole e le loro voci non possono essere più ignorate!

CINEFORUM
Nel corso della settimana della mostra presso il Cinelab Giuseppe Bertolucci si è realizzato un cineforum rivolto agli studenti, grazie ad una collaborazione con la Regione Puglia.
Ogni mattina, alle 9.30 si aprivano le porte del cinema dell’Apulia Film Commission ai bimbi della scuola dell’infanzia con l’iniziativa: SPAZIO CINEMA INFANZIA. Per i più piccoli sono stati selezionati tre corti: La Linea di Cavandoli, Storie del minimondo di Bozzetto e I Corti di Chaplin.
Tra la mattina ed il primo pomeriggio si sono proiettati Star Wars, Colette, La casa dei libri, Opopomoz, Marina, Ventimila leghe sotto i mari, Il gabbiano Jonathan Livingston, La gabbianella e il gatto, The first man, Ponyo sulla scogliera, Oceania, Vita da api.

I RACCONTI DEL VELIERO school telling
Nel corso di quest’anno le scuole del Veliero, in collaborazione con la Regione Puglia, il DAMS dell’Università del Salento e l’Apulia Film Commission hanno realizzato la prima formazione nazionale in Film Education rivolta ai docenti. Il corso, molto apprezzato, si è tenuto tra il Comprensivo Falcone di Copertino ed il Cinelab Bertolucci. Con la Winter School in Film Education si è proposto un modello didattico per l’uso delle attività cinematografiche in funzione educativa, un potenziamento delle metodologie di approccio all’educazione visiva in generale e in particolare al concetto di film literacy -alfabetizzazione al linguaggio cinematografico- di racconto cinematografico, di mondo narrativo, sceneggiatura, stilistica audiovisiva. Inoltre, sono state poste in relazione alla didattica dell’audiovisivo discipline quali Storia, Geografia, Scienze sociali, Letteratura, Linguistica, Storia dell’arte. Si è parlato di cinema come patrimonio culturale, con la dott.ssa Pesenti, direttrice del Museo del Cinema di Torino e come industria creativa, con particolare riferimento alle tematiche della produzione sul territorio e del film-induced tourism.
ll concorso I RACCONTI DEL VELIERO è stata la naturale conclusione del percorso formativo.
Si tratta di una competizione nazionale di cortometraggi della durata massima di 9 minuti, realizzati dagli studenti delle scuole italiane di ogni ordine e grado. Tre le categorie: Child, Kids e Teen. I RACCONTI DEL VELIERO si propone di sensibilizzare i giovani sui temi della cittadinanza attiva, della conoscenza del territorio, delle biografie, stimolando la curiosità, la riflessione, le abilità comunicative, la capacità di collaborare e le competenze tecnico-artistiche attraverso l’elaborazione creativa e originale di un cortometraggio. 
Le SEZIONI a concorso sono: Sostenibilità-Eco storie Cittadinanza Partecipazione Agenda 2030 Territorio ti racconto Geo-Storia Futuri Economia Denuncia Biografie -Sulle spalle dei giganti Storie in laboratorio.
In un cinema gremito, sabato 18 maggio, sono stati premiati gli emozionati vincitori della prima edizione!
La Winter School in Film Education riprenderà nel prossimo anno scolastico con l’inserimento di una serie di workshop pratici e così come realizzeremo la seconda edizione del concorso I RACCONTI DEL VELIERO. Buon CIAK a tutti!

Agenda 2030
La Rete del Veliero ha accolto a Lecce la neocostituita Rete Nazionale SCUOL@GENDA 2030, aprendo un dialogo con scuole di altre regioni ed esperienze innovative sui temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dettati dall’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile. La Rete nazionale, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione, comprende 18 scuole, con capofila la Direzione didattica 4° Circolo “Sigismondo Castromediano” di Lecce. Partendo dalle scuole che hanno vinto le due edizioni del Concorso Nazionale MIUR ASVIS “Facciamo 17 Goals: trasformiamo il nostro mondo”, la prospettiva per il futuro è quella di accogliere tutte le scuole che vogliano impegnarsi per la diffusione della conoscenza dell’Agenda 2030, per lo sviluppo di una cultura della sostenibilità.
Quello che fa la scuola ogni giorno, ossia gettare semi di cultura e civiltà, per il progresso delle future generazioni, trova nell’Agenda 2030 un orizzonte di senso necessario, urgente ed irrinunciabile; perché in questo caso non è in gioco solo il progresso, ma l’intero modello di sviluppo e in definitiva la qualità della vita e la sopravvivenza stessa delle future generazioni.

Veliero Parlante, la manifestazione delle scuole salentine, ha compiuto dieci anni e per noi tutti è motivo di soddisfazione segnare questo traguardo che porta con sé il valore della collaborazione e della sfida. L’appuntamento è al prossimo anno scolastico con l’XI edizione dedicata al Salento- Terra tra due mari.





SCUOLE IN RETE a.s. 2018-2019

Istituto Comprensivo “G. Falcone” Copertino, Ornella Castellano
Istituto Comprensivo Alessano, Salvatora Accogli
IISS Alessano "G. Salvemini", Chiara Vantaggiato
Istituto Comprensivo “Cappuccini” Brindisi, Rosetta Carlino
Scuola Paritaria Oasi Mamma Bella -  Campi, Albarita Palmieri
Istituto Comprensivo Carmiano, Maria Rosa Rizzo
Istituto Comprensivo polo 2 Casarano, Luisa Cascione
Istituto Comprensivo “L. da Vinci” Cavallino, Caterina Marenaci
Istituto Comprensivo 1° polo - Ceglie Messapica, Rosetta Carlino
Istituto Comprensivo Collepasso, Maria Francesca Conte
Istituto Comprensivo “G. Strafella” - Copertino, Angela Selvarolo
Istituto Comprensivo "S. Giuseppe - Copertino, Eleonora Giuri
IISS “Bachelet” - Copertino, Giuseppe Prete
IISS “Don Tonino Bello” - Copertino, Antonio Maglio
Istituto Comprensivo Cursi, Tonino Bacca
Istituto Comprensivo “V. De Blasi” - Gagliano del Capo, Pamela Licchelli
IISS “Medi” - Galatone, Davide Cammarota
IISS “Laporra Falcone Borsellino” Galatina, Andrea Valerini
Istituto Comprensivo polo3 - Gallipoli, Martinella Biondo
4° Circolo “S. Castromediano” – Lecce, Tiziana Faggiano
 5° Circolo "L. Tempesta" – Lecce, Tonino Bacca
Istituto Comprensivo “Galateo e Frigole” - Lecce, Marcella Rizzo
IISS “Presta Columella” - Lecce, Salvatore Fasano
IISS “Galilei Costa” - Lecce, Addolorata Mazzotta
IISS “De Pace” - Lecce, Silvia Madaro Metrangolo
Liceo Scientifico “Banzi Bazoli” - Lecce, Antonella Manca
Liceo Classico “Palmieri” - Lecce, Loredana Di Cuonzo
Istituto Comprensivo- Lequile, Maria Teresa Spagna
Istituto Comprensivo “G. Re”- Leverano, Mino Rollo
Istituto Comprensivo “De Giorgi” - Lizzanello, Maria Assunta Corsini
Direzione didattica “Principe di Piemonte"- Maglie, Maria Stella Colella
Istituto Comprensivo - Maglie, Anna Rita Cardigliano
Istituto Comprensivo “R. Durante” Melendugno, Anna Rita Carati
Istituto Comprensivo “S. Colonna” - Monteroni, Maria Rosaria Manca
Istituto Comprensivo “V. Bodini” - Monteroni, Addolorata Natale
Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”- Nardò, Maria Gabriella Caggese
Istituto Comprensivo “Renata Fonte” - Nardò, Maria Giuditta Leaci
IISS “Vanoni” - Nardò, Antonio De Stradis
Istituto Comprensivo Porto Cesareo, Ornella Castellano
Istituto Comprensivo Presicce, Annalena Manca
Istituto Comprensivo San Cesario, Rossella Verrienti
Istituto Comprensivo - Salve, Chiara Vantaggiato
Istituto Comprensivo - San Pancrazio Salentino, Carmen Taurino
Istituto Comprensivo - Soleto, Caputi Antonio
Direzione Didattica “Ampolo” - Surbo, Maria Teresa Capone
Istituto Comprensivo “Elisa Springer” - Surbo, Maria Rosaria Manca
Istituto Comprensivo “Tito Schipa”- Trepuzzi, Anna Maria Valzano  
IISS “Don Tonino Bello” - Tricase, Annalena Manca
Istituto Comprensivo - Uggiano La Chiesa, Luigi Moscatello
Istituto Comprensivo “Peppino Impastato” – Veglie, Daniela Savoia
Istituto Comprensivo polo 2 – Veglie, Daniela Savoia
Istituto Comprensivo - Vernole, M. Gabriella De Lorenzo


Credits
Testo: Ornella Castellano, Andrea Buttazzo, Giuseppe Piccioli Resta, Maria Rosaria Manca, Massimiliano Cesari, Annalena Manca, Annarita Carati, Daniela Savoia, Tiziana Faggiano, Maristella Colella, Serena Santo.
Grafica: Silvia Scandura


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