sabato 15 settembre 2018

Disorientando Sofia


C’era bisogno di un nuovo libro di filosofia? In questo tempo SMART delle chat, delle immagini, degli spot? Si, ce n’era bisogno. Poiché la filosofia è la chiave per ripensare il nostro presente frenetico di comodità, gonfio di superficialità, denso di dubbi. Perché c’è bisogno di recuperare il potenziale riflessivo e creativo dell’uomo. È indispensabile elaborare un nuovo umanesimo, definire
il senso dell’essere Persona in questa illusione di opportunità infinite che ha oscurato il sole del lògos della quieta osservazione, della costruzione del pensiero lento. Per superare la dimensione dell’individuo come inerme granello di un ingranaggio che appare ormai autodeterminato, dove le macchine non solo lavorano per noi ma pensano per noi fino a generare scenari di condizionamenti e sudditanze oltre che di alienazioni relazionali. Luigi Baldassarre con le sue riflessioni riporta a dimensione la condizione umana; ci riporta in un universo di semplicità e ripristina la dominanza del pensiero sulle cose. L’antifilosofia di Luigi è uno strumento per il superamento della crisi della razionalità attraverso il recupero del lògos; ripercorre il pensiero dei Maestri per ricucire le piaghe della povertà speculativa e della vorticosità dell’azione facendo focus sulla quotidianità dell’agire, aiutandoci a guardare ciò che è necessario vedere. Il libro di Luigi Baldassarre è per tutti coloro che si sentono genitori, siano essi biologici con compito genitoriale, educatori con compito istituzionale, sociali con compito culturale di difesa dei piccoli della propria specie. Quindi è un libro per tutti, un ausilio all’azione didattica. L’auspicio è che si realizzi una rivoluzione culturale che sia genesi di un domani più corretto, più umano e che questo cambio di paradigma parta nelle scuole che rappresentano e simboleggiano la culla sociale e si diffonda rapidamente. Perché la qualità di una specie si misura sulla capacità di accudire e proteggere i suoi cuccioli; la qualità di un Popolo nella capacità di progettarsi attraverso la forza dei suoi giovani. La specie umana si è dimostrata avida e improvvida nell’aver dilapidato buona parte del capitale naturalistico di cui ha saputo impadronirsi a scapito di tutte le altre specie. Si presenta agli occhi dei nostri figli lo sfacelo determinato dallo sfruttamento del pianeta perpetrato impunemente per secoli; ora tanta stoltezza fa paura, ma la miopia famelica dell’uomo è lontana dall’essere superata. L’uomo non ama i suoi cuccioli, non sa proteggerli, perché non ha ancora superato la barbarie della guerra, la crudeltà verso le altre specie animali, il depauperamento della Natura; perché non possiede il senso autentico della bellezza. Il Popolo italiano, grande popolo d’Europa, ha bisogno di pro-gettarsi verso il domani; ha bisogno di riconquistare l’umiltà dell’agricoltore e la modestia dell’artigiano che, nei secoli, hanno saputo creare il bello, curando e coltivando la terra e hanno saputo realizzare strumenti magnifici lavorando il marmo, la pietra, il legno, il metallo; hanno saputo coltivare le idee, scrivere le leggi, vincere la malattia; hanno creato La cura genera bellezza. Lo smarrimento del senso della cura ha prodotto la perdita della pietà e lo sbeffeggiamento della cultura. Non c’è cultura se le case e le strade lacerano le montagne; se le trivelle saccheggiano il ventre della Terra e le foreste si esauriscono; se le leggi non sono giuste; se le medicine sono un business. Non c’è cultura se l’arte è un lusso, se il lavoro non è per tutti. Chi possiede il sentimento della pietà può creare senza distruggere; chi ha il senso del giusto non danneggia e non spreca. La filosofia può essere l’antidoto. Leggiamo e pratichiamo filosofia; per riscoprire il valore dell’altro e, utilizzando il potenziale creativo che è in noi, tessere nuove trame di felicità, fatta di semplicità su orditi di onestà e coraggio. Buona lettura. Ornella Castellano

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