domenica 18 maggio 2014

BILANCIO SOCIALE Presentazione IC Falcone Copertino n.1 -2014

     
La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima   E. Ferrari

                                      Il bilancio sociale è il curriculum vitae et studiorum della scuola, con la sua storia formativa, i suoi successi pregressi, i suoi obiettivi futuri;  che racconta la quotidianità di centinaia di alunni e di decine di adulti ad essi dedicati.      OC

Esiste un punto nell’evoluzione di un sistema, di ogni sistema, in cui il bisogno di fare ordine, di raccontare meglio, di fare accountability, diventa un’esigenza.
Il Bilancio Sociale è un modo di comunicare, di rendere chiara e comprensibile tutta la complessa azione che si svolge nella scuola.
Per le scuole il Bilancio Sociale non è obbligatorio, e ci auguriamo che non lo diventi mai; perché le scuole Autonome devono poter scegliere gli strumenti per comunicare con gli stakeholders e paventiamo la possibilità che, a seguito di una nuova norma ministeriale, il Bilancio Sociale possa
diventare un nuovo adempimento burocratico che vedrebbe naufragare, in rivoli di inutili e dannose osservanze, la specifica e pregevole funzione di uno strumento, come è già accaduto, ad esempio, per il portfolio, il tutor docente, ecc. Ci auguriamo che ciò non accada.
Abbiamo voluto redigere un Bilancio Sociale quando abbiamo avvertito che la complessità del nostro impianto progettuale,  generato per rispondere ai bisogni formativi dei nostri ragazzi, cominciava a non essere pienamente comprensibile già all’interno del sistema, ai primi stakeholders: alunni e docenti.
Perché, anche se le scelte operative sono sempre determinate dalle Commissioni e seguite dalle delibere del Collegio docenti, non è sempre facile, per chi non è direttamente coinvolto nell’azione, docenti e alunni, seguirne lo svolgimento, comprenderne i profondi meccanismi formativi.
Cosi, interrogandoci per cercare soluzioni, ci siamo  accorti che avevamo bisogno di un altro dispositivo, oltre agli Almanacchi della scuola, alle rendicontazioni del POF, al Bilancio Annuale, l’ufficiale atto amministrativo-contabile, agli incontri con i genitori, ai Patti Formativi, alle restituzioni dei progetti; per questo abbiamo riflettuto sulla Comunicazione, rinnovando anche il sito della scuola con un’operazione di restyling che nella matrice concettuale molto si avvicina alla logica del Bilancio Sociale che non replica nessuno degli strumenti già esistenti, perché si offre da sintesi ad impatto immediato.
La complessità di un Bilancio Sociale sta proprio nel ricorso a codici comunicativi semplici e chiari per raccontare la complessità, anche attraverso tabelle, grafici che facilitano la comprensione. Ci siamo messi dall’altra parte, dalla parte di chi ci guarda e non è un tecnico dell’educazione, dalla parte dei genitori, dei nonni, dei cittadini.
Siamo convinti che la Scuola sia il luogo della ricerca e della scoperta, il vivaio della società e solo stipulando patti sinceri e reali con le famiglie possiamo migliorare il nostro intervento, ogni giorno, nella logica del miglioramento continuo  .
Mi capita spesso, negli incontri con i genitori, di utilizzare una metafora semplice per veicolare il fondamentale concetto dell’importanza della relazione scuola-famiglia: immaginiamo che il nostro bambino quando viene a scuola, salga su un carro, un grande carro trainato da due coppie di cavalli; una coppia di cavalli è la Famiglia, l’altra coppia è la Scuola e il bambino è il cocchiere. Se le due coppie di cavalli tengono lo stesso ritmo e vanno nella stessa direzione, allora man mano che il cocchiere conquista le conoscenze e l’abilità, il carro comincerà a muoversi e poi ad accelerare fino a correre verso il Futuro; ma se le due coppie di cavalli non si intendono, se ognuna tira in una direzione diversa, allora, se va bene, il carro non si muove e se va male, il carro si spacca!
L’alleanza con la Famiglia è indispensabile; siamo convinti che educazione ed insegnamento siano complementari e intrecciati, ma che ci siano degli specifici da non trascurare per il perseguimento dei risultati. La Famiglia assolve il compito primario dell’educazione (e mentre educa, necessariamente insegna) principalmente col passaggio ai figli, per assorbimento, dei quadri valoriali che la famiglia possiede. La Scuola ha il compito di insegnare (e mentre insegna educa, necessariamente) con percorsi intenzionali e tecnicamente validati che hanno lo scopo di generare schemi mentali organizzatori per interpretare il mondo, impianti cognitivi funzionali alla formazione dell’habitus dello studente, basati sulla conoscenza di sé -orientamento formativo- e sulla conoscenza dei saperi rintracciabili nelle diverse discipline.
La Scuola di base, per mandato istituzionale, accoglie bambini e li accompagna a diventare Studenti, cioè Persone capaci di studiare. E i saperi disciplinari sono fondamentali, perché ogni disciplina rimanda ad una forma della nostra intelligenza e tutte vanno stimolate e per ciascuna vanno conquistati gli strumenti specifici, il codice, la metodologia.
Gli undici anni del percorso della Scuola di base altro non sono che un sistematico e organizzato trayning formativo, funzionale alla costruzione del metodo di studio, che si determina solo quando il soggetto in apprendimento conquista l’autonoma competenza allo studio nella logica non solo dell’immediato inserimento nei gradi scolastici secondari, ma in quella della life long learning.
 Se la Famiglia e la Scuola fanno bene ciascuno la propria parte, allora l’obiettivo di attrezzare i nostri ragazzi degli strumenti per affrontare le sfide della complessità che li aspetta dopo di noi, sembra possibile; tutto si complica ulteriormente quando una parte delega all’altra porzioni importanti del proprio compito. Determinante è conoscere gli obiettivi dell’altro.
La Scuola è un microcosmo sociale nel quale ricreiamo, il più fedelmente possibile, la realtà, la vita vera che non fa sconti a nessuno e che richiede la capacità di agire con determinazione. Per questo, poiché crediamo nel valore dell’esperienza diretta e concreta e nella riflessione individuale che, derivando da essa, è altrettanto vera, organizziamo la nostra didattica in operari concreti, in percorsi laboratoriali nei quali i ragazzi trovino il senso della Scuola, colgano la ragione dello studio, conquistino l’importanza della cultura.
Lo scopo di tutto è quello di accompagnarli a costruire originalmente e liberamente la capacità critica di riconoscere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato. Non ci ripromettiamo, utopisticamente, di formare tutte eccellenze, piuttosto il telòs è quello di formare menti libere e oneste che facciano dell’impegno il valore primario. Il sogno è che i nostri ragazzi vivano la loro vita da cittadini e lavoratori onesti qualunque lavoro essi facciano domani. Qualunque, perché tutti i lavori sono necessari in una società ed hanno pari dignità.
Il nostro Comprensivo è dedicato a Giovanni Falcone, uomo del sud che è modello di impegno e rappresenta l’Italia onesta e laboriosa e tutti gli eroi morti come lui: magistrati, poliziotti, vittime di mafia.
Abbiamo voluto Falcone per rappresentarli tutti e per unirci tutti, come ci siamo uniti noi che da tre scuole con precise identità   siamo diventate un Istituto Comprensivo che crea il valore aggiunto attraverso la Continuità che favorisce l’Orientamento formativo e la costruzione, in ciascuno, di un progetto di vita.
Il modo in cui organizziamo tempi, spazi e risorse è spiegato nelle pagine che seguono, che saranno periodicamente aggiornate e sempre disponibili sul sito della scuola, accanto al forum.
Dedico questo primo numero del nostro Bilancio Sociale agli alunni, ai genitori ed ai docenti tutti. Perché la Scuola siamo noi. Parliamoci e cresciamo insieme ragazzi e che il Futuro sia con voi!
Ornella Castellano, dirigente scolastico

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