Proposte per un laboratorio matematico nella scuola di base







La parola “MATEMATICA" deriva dalla parola greca μάθημα (màthema)
che significa "conoscenza o apprendimento"; μαθηματικός (mathematikós)
significava invece "appassionato del conoscere". Oggi il termine
si riferisce ad un corpo di conoscenze tendenzialmente ben
definito che riguarda lo studio dei problemi concernenti quantità,
 forme spaziali, processi evolutivi e strutture formali, studio che
si basa su definizioni precise e di procedimenti deduttivi rigorosi.

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CANTO D'AUTUNNO



Ghiro, ghiro tondo
Quanto sonno ha il mondo!
Dormiamo fino a sera
aspettando la Primavera.

Tocca ora al tasso
dormire come un sasso
Mentre la marmotta
va a sognare nella grotta.

E dorme l’Orso bruno
non lo sente più nessuno.
Portiamo all’ermellino
un bianco pigiamino

Ghiro, ghiro tondo
Quanto sonno ha il mondo!
Dormiamo fino a sera
aspettando la Primavera.

Di una sveglia odo il trillo!
È quella del Coccodrillo!
Si alza anche il Procione,
Orsetto lavatore.

Rallenta i suoi battiti
il Conte de’ Chirotteri
si avvolge nel mantello
il nostro pipistrello.

Ghiro, ghiro tondo
Quanto sonno ha il mondo!
Dormiamo fino a sera
aspettando la Primavera.

Sogna la Tartaruga
di trovare una lattuga
che la faccia sfrecciare
come un turbo in mare.

Tic toc, il Picchio bussa
e la Talpa russa.
Facciamo un letto largo
agli animali che vanno in letargo.

Ghiro, ghiro tondo
Quanto sonno ha il mondo!
Dormiamo fino a sera
aspettando la Primavera.

NOVA URBE



Progetto CIVES
Interventi di educazione ambientale, interculturale, sui diritti umani, sulla legalità e sul lavoro anche attraverso modalità di apprendimento 'informale‘
                     
Credo che questa sia una bella storia.

bibliotenda
30 maggio 2012. Dopo la seconda scossa di questo terribile terremoto ho sentito il bisogno di far qualcosa di concreto per aiutare gli sconosciuti amici emiliani colpiti dalla sventura.
Avrei potuto inviare del denaro attraverso qualche associazione; anche mandare tanti sms al numero verde… invece ho telefonato all’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e ho raccontato la volontà di far qualcosa per le scuole del modenese. La telefonata con la segreteria del Direttore Generale è stata breve ed efficace; mi hanno messa in contatto con la dott.ssa Silvia Menabue,  Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena alla quale ho chiesto di dirci cosa potevamo fare ed ho esposto l’idea della biblioteca, perché noi crediamo nei libri e con i libri lavoriamo e costruiamo.
L’idea le è piaciuta e da lì in poi sono arrivare una serie di telefonate: l’assessore provinciale, il responsabile del servizio biblioteche, il sindaco di Cavezzo, Stefano Draghetti fino a quella di Alberto Malagoli, il bibliotecario di Cavezzo che hanno confermato la bontà dell’idea.
Intanto io avevo scritto agli amici una lettera aperta, questa:
BIBLIOTENDA CAVEZZOLa Terra ha tremato. Ancora una volta.
Il dolore si confonde con la rabbia e la disperazione con la preoccupazione. Le nostre case sono solide e sicure; le nostre scuole sono aperte e tranquille. Era cosi anche a Modena, fino a qualche giorno fa. È toccato a loro, ma noi siamo con loro. Sono tante le emergenze da affrontare dopo un terremoto e tanto bene procede la macchina dei soccorsi, ma sappiamo bene che uno degli aspetti importanti da affrontare quando la Terra trema è quello della gestione dell’ansia e della paura.
Il nostro pensiero e il nostro agire è rivolto agli alunni delle scuole distrutte dal terremoto. Bambini, ragazzi, giovani che vivono con sgomento qualcosa a cui non si può essere preparati; non avere




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